Cinderella, dalla danza al Lumpinee Stadium: la favola di Giada Lo Verso

“La mia avversaria più tosta? La mia ansia.”

Ci sono fighter che combattono per vincere. Altri che combattono per dimostrare qualcosa al mondo. E poi ci sono atleti che, ogni volta che salgono sul ring, combattono soprattutto contro sé stessi.

Giada Lo Verso appartiene a questa categoria.

Dietro i guantoni, dietro le vittorie, dietro le trasferte in Thailandia e i combattimenti nei più prestigiosi stadi della Muay Thai mondiale, si nasconde una ragazza che ancora oggi lotta ogni giorno contro le proprie insicurezze, le proprie paure e quelle emozioni che lei stessa descrive come una continua montagna russa.

E forse è proprio questo a renderla speciale.

Perché la storia di Giada Lo Verso non è soltanto la storia di una fighter. È la storia di una ragazza che ha scelto di inseguire un sogno che pochi riuscivano a vedere.

Una vera Cinderella moderna.

Dalla danza alla Muay Thai

Prima dei pugni e dei calci c’erano la danza e la pallavolo.

Dieci anni di danza.

Dieci anni di pallavolo.

Una bambina vivace, sportiva, emotiva, con una passione innata per il movimento e una curiosità costante verso il mondo dello sport.

Ma dentro di lei c’era qualcosa che chiedeva altro.

Sin da piccola insisteva con i genitori per praticare uno sport da combattimento.

Una richiesta che inizialmente trovò molte resistenze.

Quando finalmente riuscì a convincere la madre, il compromesso era chiaro: allenarsi sì, ma senza mai combattere.

Una promessa destinata a durare poco.

Perché la Muay Thai, per Giada, non sarebbe stata una semplice attività sportiva.

Sarebbe diventata una vocazione.

L’incontro che cambia tutto

Prima della Muay Thai c’era stata anche la boxe.

Poi, nel 2021, arriva l’incontro destinato a cambiare il suo percorso: quello con Dino Di Sipio.

Dopo alcune ricerche online effettuate insieme alla madre, Giada decide di provare la Kombat Sport e di conoscere il maestro che negli anni successivi sarebbe diventato una delle figure più importanti della sua crescita.

Dino Di Sipio ricorda ancora la prima impressione:

“Mi ha dato l’impressione di essere una persona determinata.”

Una definizione semplice, ma che oggi appare quasi profetica.

Perché quella determinazione avrebbe presto trovato il terreno ideale per svilupparsi.

L’Academy Di Sipio: una fucina di campioni

Nel panorama italiano degli sport da combattimento, l’Academy Di Sipio rappresenta una realtà unica.

Non soltanto una palestra.

Non soltanto un luogo di allenamento.

Ma un ambiente dove disciplina, sacrificio e crescita personale convivono quotidianamente.

È qui che Giada impara il primo insegnamento fondamentale della sua carriera:

“Nulla è regalato. Solo la disciplina, la resilienza e il duro lavoro costante portano ai risultati.”

Un principio che sarebbe diventato la base della sua identità sportiva.

Oggi, secondo il suo stesso maestro, Giada rappresenta un punto di riferimento per le nuove generazioni di atlete che si avvicinano alla Muay Thai.

Non solo per i risultati ottenuti.

Ma per la sua coerenza, la sua umiltà e la disponibilità verso gli altri.

La Thailandia: dove nascono i sogni

Per un fighter di Muay Thai esiste un luogo che rappresenta molto più di una semplice destinazione.

Quel luogo è la Thailandia.

La culla di questo sport.

La terra dove la Muay Thai non è soltanto una disciplina, ma una cultura, una tradizione, uno stile di vita.

Quando Giada mette piede per la prima volta su un ring thailandese prova due emozioni opposte.

Paura.

E felicità.

“Non pensavo che sarei mai arrivata a combattere in Thailandia.”

Poi arriva il Lumpinee Stadium.

Uno dei luoghi più iconici e rispettati dell’intero panorama mondiale degli sport da combattimento.

Un tempio.

Un sogno.

“La prima volta che sono entrata dentro il Lumpinee pensando che ci avrei dovuto combattere mi è quasi venuto da piangere.”

Ci sono momenti che cambiano una carriera.

E questo è stato uno di quelli.

Quando nasce una professionista

Secondo Dino Di Sipio esiste una data precisa.

Agosto 2023.

Thailandia.

Esordio professionistico.

È lì che il coach comprende definitivamente di avere davanti un’atleta fuori dal comune.

Ma il momento simbolo arriva successivamente.

Il KO ottenuto al Super Champ.

Una vittoria che Giada considera ancora oggi la più importante della sua carriera.

Non soltanto per il risultato.

Ma per il contesto.

Per l’atmosfera.

Per il valore del palcoscenico.

Perché vincere in uno dei luoghi più prestigiosi della Muay Thai mondiale significa entrare in contatto con l’essenza più autentica di questo sport.

Il vero avversario

La risposta più sorprendente dell’intervista arriva quando le viene chiesto quale avversaria l’abbia messa maggiormente alla prova.

Molti si aspetterebbero il nome di una campionessa.

Di una rivale.

Di una fighter thailandese.

Invece no.

“La mia avversaria più tosta è la mia ansia.”

Una frase che racconta più di qualsiasi record.

Perché dietro la fighter esiste una giovane donna che sta ancora imparando a credere pienamente nelle proprie capacità.

Ed è proprio questo il tema che ritorna continuamente nelle sue parole.

La ricerca della fiducia.

La ricerca della consapevolezza.

La ricerca della serenità.

La visione di Dino Di Sipio

Chi la osserva ogni giorno da bordo ring non ha dubbi.

“Quando raggiungerà una piena consapevolezza e una maturità emotiva, penso che non abbia nessun limite.”

Parole importanti.

Pronunciate da un allenatore che ha accompagnato numerosi atleti sui ring internazionali.

Secondo Di Sipio, Giada possiede una qualità rarissima.

La capacità di elaborare informazioni e trovare soluzioni in frazioni di secondo durante il combattimento.

Una caratteristica che, unita alle sue qualità tecniche e alla sua etica del lavoro, la rende una delle atlete più interessanti della nuova generazione italiana.

Ringmania e il futuro

Dopo mesi senza combattere e dopo il rinvio dell’ultimo incontro, Giada è pronta a tornare sul ring.

Per lei Ringmania rappresenta molto più di un semplice match.

È un nuovo inizio.

Un’altra occasione per affrontare le proprie paure.

Un’altra possibilità per crescere.

Ma il suo sguardo è già rivolto oltre.

Molto oltre.

I suoi sogni hanno nomi precisi.

Rajadamnern World Series.

ONE Championship.

Le due organizzazioni che rappresentano il vertice mondiale della Muay Thai professionistica.

E quando le viene chiesto dove vorrebbe essere tra cinque anni, la risposta arriva senza esitazioni.

“Vorrei essere in Thailandia a combattere contro le atlete più forti del mondo.”

Perché Cinderella?

La spiegazione la offre Dino Di Sipio.

“A tutti coloro che amano le emozioni forti, Giada sembra uscita da una favola. Chi la conosce bene sa quante difficoltà affronta ogni giorno contro tutto e tutti per un sogno che solo lei vede. Questa è la ragione per cui il suo nickname è Cinderella.”

Forse è davvero questa la definizione più giusta.

Non una campionessa.

Non ancora.

Non semplicemente una fighter.

Ma una ragazza che continua a inseguire il proprio sogno con il coraggio di chi decide di credere in qualcosa anche quando il resto del mondo fatica a vederlo.

E come tutte le favole più belle, anche quella di Giada Lo Verso sembra essere soltanto all’inizio.