Paola Padovan, la donna che ha imparato a volare lanciando un giavellotto
Dai primi lanci tra le Dolomiti ai titoli italiani, dalla maglia azzurra al Centro Sportivo Carabinieri: il viaggio di una campionessa che ha trasformato resilienza, studio e passione in una carriera d’eccellenza.
Ci sono atleti che inseguono un sogno. E poi ci sono quelli che quel sogno lo costruiscono giorno dopo giorno, anche quando la strada si interrompe, il corpo si ferma e ricominciare sembra più difficile che vincere.
Paola Padovan appartiene a questa seconda categoria.
Campionessa d’Italia, atleta della Nazionale italiana e portacolori del Centro Sportivo Carabinieri, Paola è oggi una delle migliori giavellottiste italiane. Ma raccontare la sua carriera attraverso i metri lanciati sarebbe riduttivo. Dietro ogni rincorsa c’è una donna che ha scelto di non arrendersi mai, trasformando ogni ostacolo in un nuovo punto di partenza.
Le radici di una campionessa
Paola Padovan nasce il 4 dicembre 1995 a Feltre, in provincia di Belluno, in una famiglia dove lo sport è parte integrante della vita quotidiana.
La madre è istruttrice di nuoto e podista, il padre pratica corsa in montagna e orientamento, mentre la sorella gemella Anna sceglie il salto in alto. Crescere in questo ambiente significa imparare fin da bambina che il talento è importante, ma il lavoro lo è ancora di più.
Prima del giavellotto arrivano il nuoto, la pallavolo e quattro anni dedicati ai tuffi. Discipline diverse che contribuiscono a formare coordinazione, equilibrio e controllo del corpo. È però durante una gara scolastica di vortex, attrezzo propedeutico al giavellotto, che nasce l’intuizione destinata a cambiarle la vita.
Quel gesto naturale, quasi istintivo, diventa una passione.
Il talento che si fa strada
Sotto la guida del tecnico Mauro Sommacal, Paola conquista il titolo italiano Cadette nel 2010.
Due anni più tardi arriva il primo grande squillo nazionale: diventa Campionessa Italiana Allieve e stabilisce il record italiano di categoria con 48,18 metri, misura che la consacra tra le promesse più brillanti dell’atletica italiana.
Negli anni successivi prosegue il proprio percorso tecnico con Igor Carrara, poi con Emanuele Serafin, fino alla scelta più coraggiosa della sua carriera: trasferirsi in Finlandia per allenarsi con Kari Ihalainen, uno dei massimi esperti mondiali della specialità.
Una decisione che racconta perfettamente il suo carattere: quando si può migliorare, non si smette mai di imparare.
Le cadute che hanno costruito la sua forza
La carriera di un atleta raramente è una linea retta.
Nel 2013 Paola subisce la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro.
Poi, nel 2019, arriva un nuovo duro colpo: un delicato intervento chirurgico alla spalla, articolazione fondamentale per una giavellottista.
Molti avrebbero rallentato i propri sogni.
Lei sceglie invece di ricominciare.
Lavora.
Aspetta.
Ricostruisce.
La sua storia dimostra che il successo non nasce dall’assenza delle difficoltà, ma dalla capacità di affrontarle senza perdere fiducia.
Molto più di un’atleta
Parallelamente all’attività agonistica, Paola porta avanti con successo anche gli studi universitari.
Si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia, dimostrando come disciplina e organizzazione possano permettere di eccellere tanto nello sport quanto nella formazione accademica.
Ama viaggiare, camminare in montagna e vivere la natura, luoghi dove ritrova quell’equilibrio che poi trasferisce in pedana.
Perché il giavellotto non è soltanto forza.
È precisione.
È armonia.
È controllo.
L’onore della divisa
Oggi Paola rappresenta il Centro Sportivo Carabinieri, una delle istituzioni sportive più prestigiose del panorama italiano.
Vestire quella divisa significa entrare a far parte di una tradizione di eccellenza, rappresentando l’Italia nelle principali competizioni nazionali e internazionali.
Un traguardo conquistato grazie ai risultati, ma soprattutto grazie alla credibilità costruita negli anni.
La consacrazione internazionale
Nel 2025 arriva una delle gare simbolo della sua carriera.
A Treviso lancia il giavellotto a 59,25 metri, migliorando il proprio primato personale dopo sette anni e diventando una delle migliori italiane di sempre nella specialità.
È il segnale definitivo che Paola è pronta per confrontarsi stabilmente con l’élite europea.
Nel 2026 conquista la medaglia di bronzo alla Coppa Europa dei Lanci, riportando l’Italia sul podio continentale del giavellotto femminile dopo diciotto anni.
Un risultato che conferma il valore di un percorso costruito con pazienza, metodo e determinazione.
Campionessa d’Italia
La stagione 2026 trova il suo momento più emozionante ai Campionati Italiani Assoluti di Firenze.
Con un lancio di 54,26 metri, Paola Padovan conquista il titolo di Campionessa d’Italia Assoluta nel giavellotto.
È il suo quinto titolo italiano assoluto, dopo quello estivo conquistato nel 2022 e i tre titoli italiani invernali consecutivi ottenuti nel 2024, 2025 e 2026.
Una continuità straordinaria che la consacra come punto di riferimento del giavellotto italiano.
Il significato di un lancio
Chi osserva una gara vede pochi secondi.
Una rincorsa.
Un gesto tecnico.
Il giavellotto che attraversa il cielo.
Ma dietro quei pochi istanti esistono migliaia di ore di allenamento, sacrifici invisibili, infortuni superati, paure vinte e sogni custoditi nel silenzio.
Forse è proprio questo il fascino del giavellotto.
Perché, prima ancora di lanciare un attrezzo, un atleta lancia una parte di sé.
E Paola Padovan, ogni volta che entra in pedana, affida al cielo tutto ciò che ha costruito.
Lo sguardo di Proxima Pro Athletic
Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché ricordano il significato più autentico dello sport.
La storia di Paola Padovan parla di resilienza, cultura del lavoro, umiltà e continua ricerca del miglioramento. È il racconto di una donna che ha scelto di non arrendersi davanti agli ostacoli, trasformando ogni caduta in una nuova rincorsa.
Perché alcune traiettorie non si misurano soltanto in metri.
Si misurano nel coraggio di continuare a credere nei propri sogni, anche quando sembrano lontani. E Paola Padovan, con ogni lancio, dimostra che i traguardi più importanti nascono sempre dalla forza di non smettere mai di rincorrerli.