Francesco Nuzzi in UFC: il Berserker di Altamura conquista Shanghai e riporta l’Italia alla vittoria
Dieci giorni di preavviso, un debutto davanti al pubblico di casa del rivale e un solo minuto per lasciare il segno: Francesco Nuzzi entra in UFC da Berserker e ne esce da vincitore
Certe vittorie nascono da una preparazione perfetta. Altre da un’occasione improvvisa. E poi ce ne sono alcune che arrivano quando la preparazione di una vita incontra finalmente l’occasione giusta.
È successo a Francesco Nuzzi.
Dieci giorni di preavviso. Un viaggio dall’Italia alla Cina. Il debutto nella più importante organizzazione di MMA al mondo. Di fronte, il beniamino di casa Xiao Long. Attorno, il pubblico di Shanghai.
Un contesto che avrebbe potuto schiacciare qualsiasi atleta.
Non il Berserker di Altamura.
Il 29 agosto 2026 Francesco Nuzzi ha fatto il suo ingresso nell’Ottagono UFC senza lasciare trasparire tensione, affrontando Xiao Long nel corso di UFC Shanghai. Il risultato è stato un debutto che difficilmente il fighter pugliese potrà dimenticare: vittoria per KO/TKO dopo appena un minuto del primo round.
Una scarica di sinistri, il rivale piegato, l’arbitro costretto a intervenire.
E l’Italia che torna a vincere.
Francesco Nuzzi, chi è il “Berserker” di Altamura
Francesco Nuzzi non arriva in UFC per caso.
Nato e cresciuto sportivamente ad Altamura, in provincia di Bari, combatte nella categoria dei pesi gallo e rappresenta un percorso costruito attraverso anni di lavoro nelle arti marziali. La PFL lo ha indicato come atleta di Aurora MMA, proveniente proprio da Altamura.
La sua storia nelle arti marziali inizia prestissimo.
Lo stesso Nuzzi ha raccontato all’UFC di aver iniziato a praticare karate all’età di sei anni, spinto dalla passione. Negli anni ha costruito un bagaglio tecnico completo, diventando cintura nera di kickboxing e ottenendo il grado di cintura marrone di jiu-jitsu.
Un dettaglio importante per capire che tipo di fighter sia.
Perché, dietro l’aggressività mostrata nell’Ottagono, Francesco Nuzzi non è semplicemente un attaccante che avanza. È un atleta formato da diverse discipline, con una base nello striking e strumenti sufficienti per muoversi anche nelle fasi di lotta e nel combattimento a terra.
Perché Francesco Nuzzi si chiama “Berserker”
Il soprannome “Berserker” non è soltanto un elemento scenografico.
A Shanghai, Nuzzi ne ha offerto una dimostrazione immediata.
Dopo l’avvio dell’incontro e una breve interruzione causata da un colpo accidentale all’occhio, l’italiano è rientrato nel match con un’intensità devastante. La ripresa dell’azione ha cambiato tutto: Nuzzi ha ferito Xiao Long e ha iniziato a scaricare una raffica di sinistri, trovando il momento decisivo e facendo collassare il rivale.
Un minuto.
Tutto qui.
Ma ridurre quella vittoria alla sola durata del match significherebbe non comprendere ciò che era successo prima.
Il vero combattimento di Francesco Nuzzi non era iniziato il 29 agosto.
Era iniziato molto tempo prima.
La carriera di Francesco Nuzzi prima dell’UFC
Prima della chiamata dell’UFC, Nuzzi aveva già costruito un percorso significativo nel panorama europeo delle MMA.
Sul suo curriculum figurano esperienze in organizzazioni importanti come PFL Europe e Cage Warriors, oltre a titoli conquistati nel circuito italiano. La PFL lo ha presentato come ex campione dei pesi gallo di Italian Cage Fighting e ex campione dei pesi gallo di Italian Fighting Championship.
L’UFC sottolinea inoltre un dato particolarmente significativo: Nuzzi ha conquistato per due volte il titolo IFC e ha vinto un main event della PFL a Berlino per KO.
Nel suo percorso professionistico c’è anche una vittoria su Bernardo Sopaj, atleta poi approdato in UFC.
Non è stato però un cammino perfettamente lineare.
Tra luglio 2023 e aprile 2025 Nuzzi ha attraversato un lungo periodo di inattività agonistica. Un passaggio che avrebbe potuto rallentare definitivamente la sua carriera, ma che non ha fermato la sua ambizione. L’UFC segnala inoltre una lunga striscia senza sconfitte tra novembre 2016 e aprile 2025.
E proprio qui la sua storia acquista una dimensione diversa.
“Non mi sono mai fermato di allenarmi”
Dopo il debutto trionfale, Francesco Nuzzi ha spiegato in modo semplice la mentalità con cui è entrato nell’Ottagono:
««Sapevo che dovevo fare questo gioco. Mi sono preparato. Da quando ho iniziato questa carriera non mi sono mai fermato di allenarmi».»
È forse questa la frase che racconta meglio la sua vittoria.
Dieci giorni di preavviso possono sembrare pochi per preparare un incontro UFC.
Ma dieci giorni non bastano per costruire un fighter.
Un atleta arriva pronto a un’opportunità improvvisa solo se ha continuato a lavorare quando nessuno lo stava chiamando.
Solo se ha continuato ad allenarsi quando non c’era una data fissata.
Solo se ha mantenuto la propria disciplina anche durante le fasi più difficili della carriera.
Nuzzi ha poi rivolto un pensiero alla fede e alla forza che, secondo lui, lo ha accompagnato nel suo percorso:
««Ringrazio come sempre Dio per avermi dato la forza e la volontà di non fermarmi mai».»
Ecco perché la vittoria di Shanghai assume un valore che va oltre il semplice risultato sportivo.
Francesco Nuzzi contro Xiao Long: l’impresa di Shanghai
Il contesto rende il successo ancora più importante.
Xiao Long combatteva in casa, davanti al proprio pubblico, mentre Nuzzi aveva accettato l’opportunità UFC con appena dieci giorni di preavviso. Il match era stato presentato dalla stessa UFC come uno scontro potenzialmente caotico tra il fighter cinese e il debuttante italiano “Berserker”.
Poi è arrivato il momento della verità.
E Nuzzi non ha combattuto come un atleta arrivato per sfruttare un’occasione.
Ha combattuto come un atleta che aspettava quell’occasione da anni.
Fin dai primi secondi è apparso sciolto. Presente. Reattivo.
Dopo la breve interruzione, il berserker di Altamura ha acceso il motore.
La sequenza di sinistri ha cambiato completamente l’inerzia del combattimento, fino all’intervento dell’arbitro dopo un solo minuto del primo round.
Una vittoria netta.
Una vittoria contro il padrone di casa.
Una vittoria che ha fatto rumore.
Un nuovo capitolo per le MMA italiane
Il successo di Francesco Nuzzi rappresenta una vittoria importante anche per le MMA italiane.
L’Italia non aveva raccolto un successo in UFC dal 18 marzo 2023. Per questo motivo, il debutto di Shanghai non può essere considerato soltanto una vittoria personale.
È un segnale.
Il segnale che anche attraverso i circuiti europei, le organizzazioni italiane e un percorso costruito lontano dai grandi riflettori, un atleta italiano può arrivare alla porta della UFC e, una volta entrato, farsi notare immediatamente.
Francesco Nuzzi ha scelto il modo più diretto per presentarsi.
Un minuto.
Nessuna attesa.
Nessuna paura.
Il Berserker è appena arrivato
Oggi, il nome di Francesco Nuzzi ha un significato diverso rispetto a pochi giorni fa.
Prima della chiamata, era un atleta conosciuto dagli appassionati più attenti delle MMA europee e italiane. Un fighter con titoli, esperienza e un percorso importante alle spalle.
Dopo Shanghai, è un atleta UFC.
E soprattutto è un atleta che ha lasciato il proprio biglietto da visita in modo impossibile da ignorare.
La sua carriera non è iniziata con questa vittoria.
È iniziata molti anni prima, quando un bambino di sei anni ha iniziato a praticare karate.
Poi sono arrivati il kickboxing, il jiu-jitsu, le MMA, i titoli, le vittorie, le difficoltà, gli stop e i sacrifici.
Infine, è arrivata la chiamata.
Dieci giorni per dire sì.
Un minuto per entrare nella storia del suo percorso.
Ma per Francesco “Berserker” Nuzzi, quella di Shanghai non sembra essere una conclusione.
Sembra soltanto l’inizio.
Il Berserker è arrivato in UFC. E ha tutta l’intenzione di restarci.