Ci sono stagioni che iniziano come un rito, altre come una promessa. L’inverno 2026 di Mathieu van der Poel, invece, è cominciato come una dichiarazione di guerra.

Il campione olandese è tornato nel ciclocross con la fame dei giorni migliori, quella fame che trasforma ogni circuito in un’arena e ogni avversario in un bersaglio.
Le prime settimane del 2026 hanno raccontato una sola storia: van der Poel non è tornato per partecipare, ma per prendere tutto.

In un calendario fitto e selettivo, ha scelto poche gare, ma le ha trasformate in dimostrazioni di forza pura.
Nelle prime uscite stagionali, van der Poel ha già messo in bacheca 6 vittorie, tutte ottenute con quella miscela di potenza e controllo che solo lui sa esprimere.
Dalla sabbia di Koksijde ai tratti tecnici di Baal, passando per i percorsi più veloci della Superprestige, ogni gara è stata un capitolo di un copione scritto da lui e subìto dagli altri.
Non sono state vittorie casuali: sono state affermazioni.

Ogni volta che ha deciso di accelerare, la corsa si è spezzata. Ogni volta che ha scelto di attaccare, gli avversari hanno potuto solo limitare i danni. Ma il momento che ha definito davvero l’inizio della sua stagione è arrivato ai Campionati del Mondo. Su un percorso nervoso, tecnico, reso insidioso dal meteo ballerino, van der Poel ha tirato fuori la versione più feroce di sé.

Ha controllato, ha aspettato, e poi ha colpito.
Un’accelerazione secca, una progressione impossibile da seguire, e la maglia iridata è tornata sulle sue spalle.
Un altro titolo mondiale. Un altro sigillo sulla sua leggenda.

Un atleta che riscrive il concetto di “dominare”
Van der Poel non vince solo perché è più forte. Vince perché cambia il modo in cui si corre.
Costringe gli altri a rischiare, a sbagliare, a uscire dalla propria zona di comfort.

È un catalizzatore: quando c’è lui, la corsa prende un’altra forma.
Nel 2026, questa dinamica è tornata più evidente che mai.
Ogni gara con lui in griglia ha un peso diverso. Ogni curva diventa un potenziale attacco. Ogni tratto tecnico può trasformarsi in un colpo di scena.

E adesso? Il resto della stagione trema
Se questo è solo l’inizio, il resto dell’inverno promette scintille.
Van der Poel sembra aver trovato un equilibrio perfetto tra esplosività e gestione, tra istinto e strategia.
E quando un corridore con il suo talento entra in questa dimensione, il ciclocross non è più uno sport: è uno spettacolo.

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