PELLIZZARI RE DELLE ALPI: UN CAPOLAVORO ITALIANO CHE RISCRIVE IL TOUR 2026
Giulio Pellizzari ha conquistato il Tour of the Alps 2026 con una prestazione dominante, firmando tappa finale e classifica generale, e riportando l’Italia sul trono della corsa dopo 13 anni.
La vittoria di Giulio Pellizzari al Tour of the Alps 2026 non è soltanto un successo sportivo: è un manifesto. A 22 anni, il marchigiano della Red Bull–Bora–Hansgrohe ha imposto un dominio netto, vincendo due tappe su cinque e chiudendo in maglia verde una corsa che esalta gli scalatori e che mancava all’Italia dal 2013, quando a imporsi fu Vincenzo Nibali.
La sua è stata una vittoria costruita con intelligenza, coraggio e una condizione fisica superiore. Già vincitore in Val Martello, Pellizzari si è presentato all’ultima tappa con un vantaggio minimo, ma con la lucidità dei grandi.
Nella tappa conclusiva Trento–Bolzano (128,6 km), Pellizzari ha scelto la via più difficile: attaccare. Sull’ultima salita ha staccato Egan Bernal e Thymen Arensman, i rivali più pericolosi, arrivando in solitaria sul traguardo di corso Italia a Bolzano.
Il suo tempo finale: 3h20’36”, con 30 secondi di vantaggio su Bernal.
In classifica generale, il distacco è diventato di 40 secondi, con Arensman terzo e Storer quarto.
Il successo di Pellizzari è un segnale forte per il ciclismo italiano: un giovane che non solo vince, ma domina una corsa internazionale, mostrando maturità tattica e gambe da grande scalatore.
Il marchigiano aveva già brillato alla Tirreno-Adriatico e ora si presenta al Giro d’Italia 2026 con ambizioni dichiarate di podio. Le Alpi hanno confermato che non si tratta di un sogno, ma di una possibilità concreta.
La sua impresa ha acceso l’entusiasmo del pubblico e riportato visibilità al movimento italiano. Bolzano, trasformata per un giorno in capitale del ciclismo, ha celebrato un arrivo spettacolare, con Pellizzari che taglia il traguardo da solo, braccia al cielo, simbolo di una nuova generazione che avanza.
Il Tour of the Alps 2026 entra nella storia come la corsa che ha consacrato Giulio Pellizzari, il “Duca di Camerino”, come uno dei talenti più luminosi del ciclismo mondiale. Una vittoria totale, tecnica, emotiva, simbolica. L’Italia torna a sognare.